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giovedì 19 luglio 2012

Donato Di Poce : Poesismi







     DI POCE E I PENSIERI, SOSPESI FRA PROSA E POESISMI 
di Stefano Elefanti

Poesia. È il primo elemento che viene alla mente leggendo Poesismi e pensando a Donato Di Poce. Un artista innatamente poliedrico, partito proprio dal genere poetico e approdato, alla fine degli anni Novanta, all’aforistica senza abbandonare mai l’attività fotografica (“Il poeta vede l’invisibile / Il fotografo fornisce le prove”) e la critica d’arte, di cui è esperto conoscitore e che ritorna in alcuni pensieri (“L’arte entra nell’anima / La musica penetra ovunque”; “L’arte non è né un piacere / né una ricerca di verità / L’arte è una necessità”).
     La poesia è presente in ogni frammento dell’opera e spesso s’individua tra gli argomenti più frequentati dalla silloge mentre, in altri casi, essa pare avvolgere l’aforisma donandogli un’aura magica e, a tratti, quasi onirica (“Gli occhi dei poeti / Sono trappole di sogni”; “I poeti sono colpi di vento / Che cancellano le parole / Con un respiro”); proprio questa ibridazione tra due generi che sono ritenuti storicamente opposti e inconciliabili, è alla base della raccolta: qui, la piatta serietà contenutistica della forma breve incontra il linguaggio analogico e attraente della poesia, dando così vita ai Poesismi, in cui il concetto è associato alla preziosità della struttura e giunge al lettore sotto questa nuova veste, come aforisma poetico (“Tutti cercano la poesia / Ma solo i poeti / Sanno andare oltre”). La scelta stessa di disporre gli aforismi in versi senza però prevedere una regolare cadenza metrica, significa un’attitudine alla versatilità artistica e, in questo senso, Di Poce si conferma un autore costantemente in bilico tra prosa e poesia.
     Questa continua ricerca d’innovazione appartiene all’ambito dell’aforistica poetica, corrente letteraria di cui Di Poce è l’erede e che annovera talenti come Sbarbaro e Merini. Nonostante ciò, egli non tralascia di applicarsi ad alcune forme classiche del genere breve: appaiono così anche sentenze più pragmatiche e amaramente ironiche nelle quali echeggia la massima di derivazione francese, in particolare nello stile pungente e cinico oltre che per il concetto pratico che trasmettono; esse sono, in questo senso, come intuitivi lampi di verità in un cielo di ovattata astrattezza (“Il segreto della felicità eterna / È di vivere sogni a breve termine”; “Persone si nasce / Uomini si diventa”).
     Se l’incertezza era dominante e chiudeva Nuvole d’inchiostro (“Io non ho certezze / e non ne sono / nemmeno sicuro”) il tema resta aperto in Poesismi (“Da sempre cerco / Il senso della vita / Ma qualcosa mi sfugge”), lasciando spazio a Di Poce per spingere la creatività oltre i propri limiti, verso una profonda analisi interiore che indubbiamente avvince e conquista il lettore (“Si scrive per lasciare un segno / Si cancella per scavare tracce di verità”). Oltre alla poesia e al ruolo del poeta, altri temi trattati nella silloge sono la musica, la follia, l’arte e l’amore ma non mancano anche componenti paesistiche ed elementi naturali come il vento, i fiori e gli animali.
     Il titolo della raccolta è un omaggio all’efficace neologismo, pensato da Adriano Petta nel 1999 proprio per descrivere gli aforismi di Di Poce, ed è adeguato a presentare questa nuova forma letteraria, la quale, una volta lasciate alle spalle le rigide divisioni di genere, comprende al suo interno delle variazioni che spaziano dalla massima aforistica al frammento poetico e, continuano poi, fino all’appuntito epigramma. Sul tema è decisamente interessante la presentazione al libro, scritta da Fabrizio Caramagna e tesa a ricostruire in breve le origini e le caratteristiche dell’aforisma poetico.
     Poesismi è pertanto un felice connubio letterario, capace di attrarre per l’immediatezza e la piacevolezza di lettura ma anche di far pensare, poiché esso è abile a lasciare in poche righe, com’è consuetudine del genere, qualche traccia di sé dopo avere chiuso il libro.

Reggio Emilia, Luglio 2012

Stefano Elefanti

"Poesismi", Onirica Edizioni 2012




Poesismi di Donato Di Poce

Poesismi di Donato Di Poce

lunedì 7 maggio 2012

"Segreta" - Recensione di Donato di Poce










Ospito con grande piacere una recensione di Donato di Poce al libro "Segreta" di Daniela Cattani Rusich.
Daniela Cattani Rusich è nata a Milano nel 1964 da madre greca e padre friulano, e ha origini origini slave, turche e armene. Ha frequentato lo I.U.L.M. a Feltre e ottenuto il libretto di pubblicista dopo anni di praticantato presso due testate locali della provincia milanese. Ha svolto attività di bibliotecaria ed è stata insegnante per venticinque anni. Ha pubblicato la silloge Rendimi l’anima per Edigiò nel 2008, arrivata terza al concorso nazionale “Poetando”, Il romanzo corale Malta Femmina per Zona editrice nel 2009, con altre scrittrici di tutta la penisola, la silloge Segreta nel 2010 per Onirica Edizioni, arrivata tra i cinque finalisti assoluti al concorso “Massa città fiabesca di mare e di marmo”, e infine il romanzo “C’è Nessuno?” nel 2011. Primo premio al concorso internazionale “Them Romano” con il racconto Porrajmos-l’olocausto zingaro, primo premio al concorso “Un monte di poesia” con la lirica Segreta. Collabora con alcune case editrici, curando editing e antologie, fra le quali citiamo: Poetika vol I e II (poesia), Camera 213 (noir), Il Mercante di Fiabe(ragazzi) e Dal tramonto all’alba (poesia). Molti testi, sia in prosa che in versi, sono contenuti in opere antologiche, edite da Giulio Perrone, Aletti, Liminamentis, Liberodiscrivere, Onirica e Albus edizioni. Redattrice del sito Poetika.it, editor e direttore creativo di Onirica edizioni, ideatrice del circolo culturale Casteld’Arte. Organizza eventi, realizza videopoesie e booktrailer.





SEGRETA: L'AMPLESSO D'ARIA E FUOCO NELLA POESIA DI DANIELA CATTANI RUSICH 


di Donato Di Poce 



Verrebbe la tentazione di commentare con dei versi questo libro aureo e in gemmazione, ma questo non si può, non si deve nei confronti di un libro che profuma di poesia esistenziale e lirica, un libro oracolare e incantatorio che andrebbe sillabato verso per verso, come una catarsi liberatoria. 

Sto parlando di un libro appena letto SEGRETA di Daniela Cattani Rusich (che è anche performer, scrittrice in prosa e autrice di un recente poemetto in prosa “ Sei un prato azzurro”, edito sul sito MIGRANZE, di una bellezza e intensità da lasciare senza fiato). La poetica della Rusich, sembra sospesa tra nostalgia e desiderio, realtà e sogno dove le parole sono migrazioni di un vissuto spesso crudele e aspro che l'ha ferita e un desiderio di vita senza tempo e senza confini, verso una riconciliazione degli opposti come lei stessa ci introduce nella poesia a pag. 13 del libro: 
“...L'Anima è segreta/sorgente di profumi/amplesso d'Aria e Fuoco/fremente di poesia”. Segreta , è un libro pieno di energia, eppure intimo e leggero ( infatti l'aria e il vento sono elementi che attraversano la sua poesia), leggiamo con lei “L'aria è vita:/noi la respiriamo...” ;” Tu mi dicesti le nuvole vanno.../Risposi: Il vento a volte ritorna” etc... 

Eppure la sua poesia profuma di bellezza, di immagini e di visioni(da non dimenticare che suo papà scomparso era fotografo ) anche se lei ci avverte: “siamo pallidi fantasmi addormentati/appesi a un chiodo, dietro la parete” ...” come stelle cadenti in traiettorie confuse”. E non mancano nella sua poesia temi d'impegno civile e sociale come la violenza sulle donne e i bambini, l'infibulazione, l'anoressia, il genocidio, l'aborto etc...struggente la sua rivelazione nella poesia 21 grammi pag.64 : “...io ero tutta sguardi e spirito di pietra/nascosta dietro ossa sanguinanti e pure...” Solo vivendo avrei potuto amare/la mia illusione/in questo mondo in-fame” da notare anche nel dolore l'ironia accusatoria della parola in-fame (in-trattino fame)”. 

Da notare comunque l'originalità e la forza della sua sperimentazione linguistica in divenire sempre più contaminato, consapevole e personalizzato (dal verso libero al settenario, dalla stanza libera leopardiana, alle quartine, dall'haiku giapponese ai versi in prosa) ma dove regnano tra le figure retoriche utilizzate dall'autrice, l'ossimoro e la metafora, “ Il pensiero è mano/polpastrelli d'aria...”; “ “-non mi arrendo!-/ leccami il fiato sulle labbra...”; “ Vivo in una sete d'assenza/tagliente inganno/oltre il desiderio” è così che Daniela ci svela verso dopo verso i suoi pensieri d'Amore spettinati. Vengono in mente leggendo i suoi versi, la forza aforistica si Stanilsav Lec e l'esistenzialismo amoroso di Alda Merini, le crepe esistenziali di Amelia Rosselli e le trasudazioni amorose di Pablo Neruda, il piglio affabulatorio e conativo di Marina Cvetaeva e il surrealismo incantatorio di Garcia Lorca. 

Perché il suo libro è un canto d'Amore, non solo all'Eros e alla vita ma all'intera Umanità, il suo verso una sutura che rimargina ferite, un elisir di gioia futura : “ Dammi il respiro,io ti aprirò la notte/e sarai quello che non sei”. Solo l'Amore e la cultura di un nuovo umanesimo possono salvare l'uomo dalla crisi e dal buio che lo circonda, e questo la nostra autrice l''ha capito molto bene. Esemplare la chiusa del libro SEGRETA : “Conta solo il respiro, mentre il tempo/ignaro arresta il passo sulla soglia;/nevica adesso e ormai si è fatto tardi.../La parola soltanto, gronda sangue”. Segreta. 

Milano, 04.05.2012



§

"Segreta" - Daniela Cattani Rusich 

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