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Traducendo Einsamkeit

STANZE DEL NORD

SCORRONO LE COSE CONTROVENTO di FEDERICA GALETTO

ODE FROM A NIGHTINGALE - ENGLISH POEMS

A LULLABYE ON MY SHOULDER di Federica Nightingale

EMILY DICKINSON

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lunedì 9 luglio 2012

"Dolore" - Patanè legge Galetto

Sebastiano Patanè legge la mia poesia "Dolore".  Un regalo prezioso che vorrei condividere. Grazie Sebastiano, la Poesia è un'emozione grande, una nota salvifica, un racconto silenzioso che canta nei suoi accapo, ma quando la si legge mette le ali e arriva davvero al Cielo.








Dolore,
o mio dolore
non rimanere invano
ritraendoti
rauco
il midollo in testa
la pelle sottile in controluce
ché giacevi
come gatto bulimico
sopraffino detentore
d’erba medica
ghiotta inaffidabile bestia
accucciata senza respiro
o movenza attratta
dall’esile incandescenza spirata
dai molli giunti
sopra le sedie lasciando tracce
della bava e del vento rotto
perché sapendo
urtare quei rami sul selciato
caduti e atterriti d’ansia
divoravi
lettere e parole
merce contraffatta e lacrime
come se mai avessi visto prima
come se mai avessi vissuto
Tu dolore sgrana
dalle orbite insulse di occhi
quel candore esausto e prendi
prendi(mi) dentro le braccia più strette
a gonfiare di perle ai minimi
termini                    (fausses, fausses , sont les perles)
D’illeso convoglio partire
per difender le notti
stese ad asciugare
nei limbi tortuosi del fardello che trascino
Allora dolore, vieni
a spezzare
le inconsistenti armi che sono
i pensieri
triboli rei d’esistere
per me maniaca del vero
in questa notte
come un tormento sfilato ai sogni
(dal cui unico lato s’esce senza tornare)
per dire che siamo tanti
aggrappati
fuori dai finestrini
stracciati dalla furia di te
istrionico  
bugiardo
evirato
mo-los-so
mo
loss(o)
MOLOSSO







Federica Galetto

sabato 23 giugno 2012

Toads and Water lilies - Una Poesia di Vera D'Atri


"Toads and Water lilies" è una poesia di Vera D'Atri tradotta in inglese da me e dalla poetessa americana Leticia Austria. La bellezza del testo originale, la passione per la traduzione, l'unione di tre voci che si sono sentite armoniche e vicine hanno dato l'input a questo lavoro. Questa lettura da me eseguita, vuole essere un omaggio alla poetessa Vera D'Atri e anche a tutti coloro che vorranno avvicinarsi per ascoltare i suoni che la lingua inglese ci restituisce e ci dona verso dopo verso, in un susseguirsi di dolci sussulti ed emozioni palpabili. Un giorno, credo tenterò anche di leggere il testo italiano originale se Vera vorrà, ma per ora vorrei regalarvi quello inglese, in una sfida a tutto tondo per me, madrelingua italiana. Colgo l'occasione per ringraziare ancora Vera D'Atri per avermi dato la possibilità di lavorare al suo testo e godere della sua bellezza anche nella versione inglese traducendo e leggendo, e a Leticia Austria che con grande sensibilità ha reso possibile la realizzazione pienamente riuscita di questo lavoro non semplice. Enjoy.


Federica Galetto













Il testo inglese:


Toads and water-lilies

Toads and water-lilies, barks with no heart.
The cartographer is not interested in all this.
The cartographer marks the limits, traces the coasts,
on his paper he makes everything small.
He gives the whole vision of the Earth, smoothing over the ambiguity
of our perception.
He marks the sea in blue and the earth in green, in brown the mountains,
in white the highest peaks, in pale blue the zigzag of the rivers
and the immutable spots of the lakes, embellishing the deserts with ochre.
Happiness of the Simple man. Readable ranges and perceptible contrasts.
Toads and water-lilies, barks with no heart, do not appear.
The minutia that tears apart, saturates the thoughts,
belongs to the Poet. To the Poet
no limits are given; he is free like a solitude
to capture the invisible and the elsewhere, or to concentrate himself
on the mellow bareness of a  lip, on the melancholic and imperceptible
wrinkle it wears after having smiled.
But I, who am a poet, would have liked being a cartographer
if I had not known you;
I would have resolutely neglected toads and water-lilies, barks with no heart,
just to remain within safe limits,
taking my chances with the true materials
and artificial lines.


Traduzione di Federica Galetto e Leticia Austria







Il testo italiano:


Rospi e ninfee

Rospi e ninfee, cortecce senza cuore.
Al cartografo non interessa tutto questo.
Il cartografo segna i limiti, traccia le coste,
sul suo foglio rimpicciolisce ogni cosa.
Della Terra dà  visione intera placando l’indeterminatezza
del nostro percepire.
Segna il mare in blu e la terra in verde, in marrone le montagne,
in bianco i picchi più alti, in azzurro lo zigzagare dei fiumi
e le macchie immutabili dei laghi, addobbando d’ocra i deserti.
Felicità del semplice. Gamme leggibili e apprezzabili contrapposizioni.
Rospi e ninfee, cortecce senza cuore non appaiono.
La minuzia che dilania e satura i pensieri
appartiene al poeta. Al poeta
non sono dati i limiti; egli è libero come una solitudine
d’afferrare l’invisibile e l’altrove o di concentrare se stesso
sulla nudità  pastosa di un labbro, sulla piega
malinconica e impercettibile che assume dopo aver sorriso.
Ma io, che sono poeta, avrei volentieri fatto il cartografo
se non ti avessi conosciuto,
avrei convintamente trascurato rospi e ninfee, cortecce senza cuore
pur di restare entro limiti sicuri,
tentando la fortuna dei materiali esatti
e delle linee artificiali.


Vera D'Atri






Vera D’Atri è nata a Roma nel marzo del 1948. Vive a Napoli dal 1992. Ha conseguito il diploma di archivista all’archivio di Stato di Napoli. Solo dopo il 1997 si interessa di scrittura e ottiene una menzione di merito al premio Lorenzo Montano diciassettesima edizione con la raccolta Abitare Sparta, cui fanno seguito una piccola silloge poetica delle Edizioni della Biblioteca a cura di Giovanni Pugliese “Il museo di vaniglia” e nel 2009 la pubblicazione della silloge “Una data segnata per partire” edita dalla Kolibris di Bologna. All’attivo anche alcuni racconti pubblicati in antologie e un romanzo “ Buona bella brava” edito dalla Robin Edizioni nel 2010 e recensito da Enzo Rega su l’Indice dei libri. Suoi testi poetici compaiono in inserti culturali e numerosi blog. E’ presente inoltre nell’antologia “La giusta collera” edita da CFR ed è tra i vincitori dei concorso “La vita in prosa 2011” con un racconto edito nell’antologia curata da Ivano Mugnaini e del concorso “ Scrivere a corte ” sempre del 2011.


Leticia Austria è una poetessa statunitense che vive e lavora in Texas. Studiosa e appassionata di lingua e letteratura italiana. Scrive sul blog  http://spectrumofperspectives.blogspot.it/


domenica 9 ottobre 2011

POETI AL GARRAFFELLO

POETI AL GARRAFFELLO, LA BELLEZZA E LA ROVINA
BACKSTAGE
PALERMO, 30 SETTEMBRE 2011



L'amico e poeta Sebastiano Adernò mi scrive :

"Ci tengo molto a trasmettere l'eccezionalità del luogo dove si tiene questo reading di Poesia.

Spero che questo video di backstage permetta di cogliere la precarietà, le difficoltà e il magnifico contrasto tra la Rovina e la Bellezza".






sabato 1 ottobre 2011

D'un barlume il disincanto - Videopoesia di Federica Galetto









D’UN BARLUME IL DISINCANTO


Balzando d’un barlume il disincanto
Dei corpi molli
Allo stato d’ebbra rota
Che gira
Scaltra nel senso

Mirabile è un istante
diretto come fionda
Nell’imbriglio che cinghia
Altrove non stringe.

Se mai avessi Tempo
per credere
che la carne provata
è la mia

Stretta
al riverbero scialbo
di questo sogno stanco.


Federica Galetto

domenica 18 settembre 2011

MAGNITUDO - Videopoesia di Federica Galetto






Magnitudo


E’ il bisogno, d’individuare l’inganno
Del bordo della brocca
sbucciato
rimpolpare la materia
Rigirare
i catini di zinco e lucidarli
come le messi in giugno
lasciarli ondeggiare
per vedere
quante spighe e barlumi
s’innescano
in esplosioni d’atomi intatti
E’ la spanna che trascende l’intelletto
a interagire con fiati di cesello
sui sentieri
palesati dopo un temporale
dalle nubi stratiformi
e prensili
del colmo di tuono a imbuto
riciclato nel vento
in turbinii di magnitudo altissima
così come si spezza il collo un passero
nel rincorrere un ramo
Trascendere le passatoie invisibili
inavvicinabili
dei destini e delle tratte
impervie al tatto e alla vista
Credere che le primavere sbocceranno
negli oceani portando fiori
e alghe di profumi nuovi
sull’onda del deserto
Prendere un piccolo stelo
depositato al margine
ricostruirlo preciso
in decadenza annullarsi
per non scalfirlo
Perché se scivolare si deve
sul gambo robusto di sforzo
appoggiarsi senza traumi
Perché mi si impasta la lingua
di suoni cattivi
come semi di reseda e arsenico nero
a credere alle pareti di fuliggine nel vestibolo
che screpolate parlano ancora
e ancora
e ancora

Magnitudo



Federica Galetto

venerdì 28 gennaio 2011

mercoledì 26 gennaio 2011

EMILY DICKINSON

Seeing New Englandly (opening) from Ernest Urvater on Vimeo.






The poet Emily Dickinson lived all her life (1830 – 1886) in the small New England town of Amherst, Massachusetts. Yet from the large windows of her bedroom in the family Homestead, she observed a world as vast as her imagination, creating almost 1,800 poems, many of them now considered among the greatest in the English language. “I see New Englandly,” she wrote, alert to the drama of the weather, the spectacles of the northern sky, the lives and deaths of the people around her, the natural world she shared with plants and creatures, and also events far beyond the horizon of her native town.

Produced and edited by Ernest Urvater under the auspices of the Emily Dickinson Museum


Emily Dickinson visse tutta la sua vita (1830-1886) nella piccola cittadina di Amherst, Massachusetts. Dalla grande finestra della sua camera da letto, nella casa di famiglia a Homestead, osservava un mondo vasto quanto la sua immaginazione, creando almeno 1800 poesie, molte delle quali sono oggi considerate fra le più grandi scritte in lingua inglese. In "I see New Englandly", scrisse della drammaticità del tempo atmosferico, degli spettacoli dei cieli nordici, delle vite e delle morti delle persone che la circondavano, del mondo naturale che condivideva con piante e creature, e anche di eventi molto ben lontani dall'orizzonte della sua città natìa.

Prodotto e redatto da Ernest Urvater con il benestare dell' Emily Dickinson Museum

Testo e Lettura della poetessa Susan Snively

domenica 9 gennaio 2011

ANTONIA POZZI

giovedì 2 dicembre 2010

IMPRONTE SULL'ACQUA





Testi: Francesco Marotta, Performer: Francesca Catellani, Voce e regia: Enzo Campi




lunedì 29 novembre 2010

ORIGAMI SPEZZATO di Federica Galetto - Videopoesia




BRANO MUSICALE DI JOHANN SEBASTIAN BACH, SUITE N. 6 IN RE MAGGIORE PER VIOLONCELLO SOLO,PRELUDIO, ESEGUITA DAL MAESTRO CLAUDIO RONCO.


ORIGAMI SPEZZATO


Ancora mi preme distinguermi
dall’ostilità d’un origami spezzato.
Che il lauto pasto del sentire
s’afflosci a lato,
restino gli angoli buttati all’indietro
come criniere al vento,
se non possono le tenere carte di riso
infrangere un lieve destino
non certo l’anima frantumata dal
lungo collo mai potrà affiancarti,
se tu non mi parli,
fra i resti del silenzio
di quando giaceva al suolo
un sasso,
coperto di rose al
petalo smosso.


Federica Galetto dalla Raccolta "Assorta la corda vira"

martedì 26 ottobre 2010

ELISE STEWART






Poesia ipnotica, elegante, suggestiva. La lingua inglese le rende pienamente giustizia, i suoni che racchiude sono perfetti. Una bella prova di "Poesia & Suono"
perfettamente armonici. Amelia Rosselli l'avrebbe apprezzata per questo, credo. Video in piena simbiosi con il testo. Brava Elise.



Psalm


I come undone,
a sigh, a release


Content to touch
the white flesh
of your palm-

See the lines
here and there
curve to route’s
un-fated hand.

I come to you
with angels;


You choke
the voice that
longs to sing.

Do you not see
the winding thread
of wings
unfold within
your palm?







Salmo


Perdo il controllo,
un sospiro, una liberazione

Contenta di toccare
la bianca carne
del tuo palmo

Vedere le linee
qua e là curvare
nella rotta
d'una mano
sconosciuta

Vengo a te
con gli angeli

Soffochi la voce
che desidera cantare

Non vedi
il sinuoso filo
d’ali
spiegarsi nel
tuo palmo?


Elise Stewart ©

Traduzione dall'inglese di Federica Galetto






Biografia:

Editor della rivista di Poesia Decanto, pubblicazione internazionale di Poesia.
Scrivo Poesia e ho al mio attivo già alcune raccolte,composte nel corso degli anni. La mia nuova raccolta di poesie "Paradise" è stata ampiamente recensita nel Regno Unito, Canada e USA.

I miei siti:

http://www.elisepoetry.webs.com/

http://myweb.tiscali.co.uk/masquepublishing/

martedì 21 settembre 2010

martedì 29 giugno 2010

A LULLABY ON MY SHOULDER di Federica Nightingale







RINGRAZIAMENTI


§




Vorrei ringraziare tutti gli amici che hanno apprezzato e condiviso con me la mia Video-poesia "A lullabye on my shoulder" (Visibile qui, in apertura blog fra i video). Grazie a Mia Feigelson per l'ottima realizzazione video, a Elise Stewart e Newport per la loro preziosa collaborazione, a Louis Favre per la pubblicazione sul suo prestigioso blog. Grazie di cuore a tutti.




I'd lke to thank you all my friends who appreciated and shared with me my video-poem "A lullabye on my shoulder". Thank you to Mia Feigelson for the excellent realization of the video, to Elise Stewart and Newport for their precious collaboration, to Louis Favre for the publication on his prestigious blog. Many thanks, wholeheartedly

Qui il link al blog di Louis Favre/ here's the link to Louis Favre's blog

http://blogdofavre.ig.com.br/2010/06/boa-noite-470/



A LULLABYE ON MY SHOULDER



Who drowned a black tongue
into violets – arsenic

(where no sips can be saved)

Rest on my shoulder
breadcrumb and maggot
is my skin

Purple coverings
scent in hands
flushing

Where has our lightness gone
a beauty of a ring of mercy

keeping tenderness upside down
and a rare bloom of orchids

within



Federica Nightingale
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