Traducendo Einsamkeit

STANZE DEL NORD

SCORRONO LE COSE CONTROVENTO di FEDERICA GALETTO

ODE FROM A NIGHTINGALE - ENGLISH POEMS

A LULLABYE ON MY SHOULDER di Federica Nightingale

EMILY DICKINSON

giovedì 1 novembre 2012

Casa di perduto sonno



Photo Imogen Cunningham






Ho scritto questa poesia dedicandola ai miei nonni: Maria e Federico. Vissero insieme per breve tempo poiché mio nonno, a seguito di un incidente sul lavoro, perse la vita poco più che trentenne, fulminato mentre riparava una centralina elettrica. Mia nonna, donna forte e straordinaria, sarta finissima, crebbe due figli da sola e visse qui, nella casa dove ora io vivo, senza mai più risposarsi. Li ricordo con un affetto immutato e delicato. La sera, quando scendono le ombre, i loro passi mi fanno compagnia e il loro ricordo s’addensa e mi culla.




CASA DI PERDUTO SONNO


In questa casa di perduto sonno,
che la nebbia in fioca luce respira appena,
e le finestre di colli
e le pianure allargate sul Tempo spurio,
i rumori quieti su per le scale di ripida memoria.
La voce degli alberi  s’allena nel vento,
cielo scuro puntellato di stelle,
colmo il soffitto d’intraviste storie
appese a vagolare rimpianti d’estate.
Sulla terrazza una faina s’addorme,
stanca di rincorse ai tetti,
riemerge il fiato stillato nell’aria ferma.

Shhhhhhh…si svegliano i bambini
scarmigliati e inermi,
un abbraccio inghiottito è fantasma,
le gonne imbastite sul tavolo,
i gessi e i fili da punto perfetto
sul comò della sposa.
Vuota la sala prove nel salotto buono,
le ombre delle signore eleganti si rincorrono
e tu china a imbastire orli come scultura
mai scalfita che t’affanni, senza uomo né
vita, a vestire sogni d’altri.

In questa casa di perduto sonno s’accorcia
la distanza e la luce, un lusso che prese
la sua vita e la tua nel giorno più lungo
della giovinezza remota, quando aspettavi
sulla soglia il suo ritorno, l’abito verde acqua
con collo di pizzo  e mio padre a corrergli
sulla strada incontro.
Vi vedo ancora abbracciati nel sole di maggio
dove nulla scopriva il futuro e la vita
sbocciava robusta, fra i boschi e i campi,
quando le cicche spente fra le labbra ornavano
un sorriso a metà, i bambini ridevano allacciati
al collo e nell’aria il profumo di tiglio infieriva
con dolcezza su quell’amore breve.

Nel ripido andare all’indietro vi sento,
sferragliare con pressa il side car rosso,
la bellezza della campagna assolata e gli
occhi fieri di modernità raggiunta.
Sposi diletti, asserviti all’amore, è qui
che vi rivedo, per sempre uniti, nel bisbigliare
ardito d’una passione indenne, al Tempo.


Nightingale

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