Traducendo Einsamkeit

STANZE DEL NORD

SCORRONO LE COSE CONTROVENTO di FEDERICA GALETTO

ODE FROM A NIGHTINGALE - ENGLISH POEMS

A LULLABYE ON MY SHOULDER di Federica Nightingale

EMILY DICKINSON

martedì 1 dicembre 2009

STEFANO COLLETTI

foto di Federica Nightingale








MAGNOLIA


Oltre il ruscello,

Ad una croce di sentieri, uno fuma,

Le mani in tasca, ripensa.

Un'idea di patria - gli uccelli la sfiorano solo, i piccoli

Cuori mitragliano altrove - la trovo

Qui, in una belle époque di nebbia.


Giorni in cui di tutto si può fare senza,

Li noti dal guscio (è morto qualcuno

Cui davi un tu

Vagabondo): un pomeriggio

La finestra non si apre più, ci si siede,

I muri laccati di spavento, si sfogliano lame,

Si sceglie la più femminile

Per farne un tormento, un guanto di legno

attorno all'acciaio.


Poi è sempre notte.

L'oro non fonde, il sangue non coagula,

Romba il mare in cui

Nessuna nave ha salvato le sue anfore;

Tutti siamo semenza, il sogno

Da galeotto di un giardino sopra la torre.


Le magnolie rabbuiano l'aria

Per molte ore come totem scomparsi e riapparsi.

Sono bastioni e fondamenta, palchi

Di corna alzati sul cranio di un'aiuola.

Lungo il cammino le ritrovo

Ovunque, crescono alte,

Mescolano all'aria la notte.


****



SOGNI CHE NON SEMBRANO



Il cielo che avresti dipinto sopra didascalie

nordiche, nomi pagani - castelli rovinati

da chissà quale banda lurida, chissà quando.

Tutto vero. Alberi coperti di rime, cose sospese.

Vento, poi - salmastro,

muso di cinghiale, il circuito dei pensieri

chiuso da un bracciale, come una finestra

da una cornice. Prima assai della luce,

del viaggiare veloce, ecco dove

mi sono svegliato - dicendomi: "Non sono più

pesante. Non ho più la mia età".

Posso fare tutto. Daccapo.

Ma molto di ciò che vedevo stava come prima,

flesso attorno ai raggi di un pomeriggio

senza crepuscolo. Proiettili attorno al mio nome,

posta senza un mittente,

credo un ingombro logico, quindi.


Al risveglio in questo presente ho atteso

un segno.Cigni in decollo, magari. Ma anche la luce

crescente, finalmente. Te lo volevo regalare

quel sogno, perchè capissi - vedessi sotto

che sole, sotto che polvere allevo ore.


****



L'INVISIBILE


Mezz'ora di luce leviga il crepuscolo vicino,

dove i gatti hanno covato il pomeriggio

dentro uno sbadiglio.


Quale fratellanza mi cerca

da quei fil d'erba cresciuti su tegole decrepite,

sopra un'ortaglia, dietro la chiesa?

Quattrocento anni d'intemperie,

rondini, foglie scosse, il grande

tonfo sommerso delle campane,

l'incenso in fuga per i vetri crepati, malattie

e mani antiche,

forse cinque o sei sguardi d'amore.



Stefano Colletti ©


Poesia tratte dalla raccolta "L'erbario di marmo" - edito da Firenze Libri (2009)





Biografia:


Stefano Colletti è nato e vive a Mantova. Insegna Filosofia e Storia. Con la raccolta di poesie "L'erbario di marmo" ha vinto il Premio Letterario - Editoriale L'Autore nel 2009.

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