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giovedì 11 febbraio 2010

C'ERA UNA VOLTA LA POESIA ON LINE

Eudora Welthy's library





Riporto qui di seguito parte di un commento lasciato da me oggi sul blog letterario Poetarum silva, qui http://poetarumsilva.wordpress.com/2010/02/11/cera-una-volta-nella-poesia-on-line/
a seguito di una sollecitazione di Alessandro Assiri sui destini della Poesia contemporanea nell’era dei blogs. Aggiungo qui alcune mie considerazioni in merito e vi invito a partecipare alla discussione.

La natura intimista della Poesia è stata, per certi versi, miracolosamente sopraffatta dalla tecnologia e dai nuovi mezzi di comunicazione che un tempo, nessun poeta neanche si sognava. Oggi, chiunque può sentirsi parte del mondo poetico scrivendo sul proprio blog o diffondendo le proprie idee in rete. Esiste oggi la possibilità di scrivere poesia nell’intima quiete della propria casa e contemporaneamente sapere che al di là di uno schermo, migliaia e migliaia di persone potranno leggerla e condividerla. Non vedo personalmente alcuna crisi in questo, anzi. Diffondere e far apprezzare la poesia è diventato più semplice e chiunque desideri avvicinarsi al verso può agevolmente farlo nello spazio di un clic, senza spostarsi di casa. La rete è anche un’ottima cassa di risonanza per gli eventi poetici organizzati al di fuori del web come readings o presentazioni di opere e riesce a raggiungere proprio tutti, molti di più di quanto fosse fattibile un tempo(neanche tanto lontano s’intende). Il principale problema che si pone, di fronte a questa nuova realtà, è la massificazione, la scarsa qualità imperante, il pressappochismo letterario, il calderone dove tutto bolle senza scrematura. Ma a questo credo ci si sia ormai abituati e anche “attrezzati”, molti sono i siti e i blogs letterari di qualità verso i quali orientarsi per un approccio ottimale. Non resta che lavorare molto e continuare nell’opera di diffusione e condivisione di arte e pensiero sfruttando al massimo i mezzi oggi a nostra disposizione. Chi scrive poesia, dal canto suo, è lievemente disorientato e forse fatica ad afferrare emotivamente questa rivoluzione tecnologica che corre velocemente, e ad inglobarla nei propri versi. La vita quotidiana è ormai scandita dai bits, dai networks, e questo è un nuovo percorso da esplorare, in cui riconoscersi e accettarsi anche se credo che nel panorama delle voci poetiche contemporanee nostrane non si accusi neanche troppo di questa transizione obbligata, come avviene invece negli Stati Uniti dove gli scrittori sono molto più influenzati, nel contenuto dei loro lavori, dal ritmo incalzante delle “realtà tecnologicamente avanzate” e questo probabilmente perché hanno da più tempo di noi avuto modo di sperimentarsi in questo senso. Gli americani non hanno però mai perso la voglia di fare e di costruire continui ponti culturali con la gente comune per far conoscere la poesia, sono iper-attivi e instancabili; si aggregano in forti comunità letterarie,creano idee e movimenti di pensiero, stampano, producono, diffondono, non si fermano mai. Noi si tende più a chiuderci in piccoli gruppi scelti e ad apparire talvolta snob, impedendo così ai “comuni mortali” non toccati dal Verbo, ma non solo a loro, di inserirsi e interagire. Chissà, forse il nostro retaggio culturale ci fa sentire sempre un po’ “di nicchia”. Ma dove va la Poesia oggi? Quali sono i territori su cui si inoltra e si misura? Dire che non c’è alcuna corrente poetica nuova è forse estremo, sebbene molti dei riferimenti sono ancora quelli del secolo appena trascorso se non addirittura quelli ottocenteschi. Fisiologico? Credo personalmente di si. Le nostre realtà quotidiane sono assolutamente più aride di quelle di un tempo,anche se dirlo appare un paradosso(basti pensare a cosa ha prodotto la cultura dell’anteguerra o del periodo a cavallo fra le due guerre mondiali), la società odierna non lascia spazio che alle brutture, ingigantite ed enfatizzate dai media. E si parla di meno, meno ci si incontra e si fa amicizia, perché tanto c’è Facebook. Tremendo dirlo ma ancora più tremendo rendersene conto al 100%. La Poesia è così sospesa fra le giornate di lavoro(precario),la famiglia, che ha perso la forma tradizionale ormai, gli svaghi, sempre meno possibili viste le condizioni economiche poco salutari degli italiani, che spesso si convogliano sul web, lo stress da isolamento forzato in tanti casi, e il mondo tutto che gira a favore dei potenti e dei ladri, della mercificazione dei corpi e dei soprusi sui bambini. Luoghi comuni? In fondo è così. Chi scrive vuole ricercare la bellezza e per quanto si sforzi non riesce proprio a trovarla attorno a sé, ecco allora che il verso poetico si spinge verso lidi lontani dal nostro quotidiano, oppure, per contrasto, verso un iper-realismo di maniera che non gratifica certo l’estetica e la grazia. Perchè non esistono più né bellezza, né estetica, né grazia. Dove cercarle allora se non nella rivalutazione dell’essere umano, nella ricerca spirituale, nello scavo interiore di noi esseri viventi, soli di fronte a un cambiamento globale che rivoluzionerà gli anni a venire? E’ un compito gravoso in un’epoca di transizione come questa, ma sono i Poeti di oggi che dovranno dire a quelli di domani quanto difficile sia oggi la loro condizione esistenziale e culturale fatta di vuoti permanenti, di quanto abbiano desiderio di delineare un profilo di sé stessi che sia nitido e chiaro. I Poeti contemporanei stanno già scrivendo la loro storia, bene o male lo stanno facendo. La Poesia deve andare, secondo me, verso una ricerca profonda delle nostre radici, verso l’autoanalisi dei nostri geni e delle nostre paure scardinando così i giunti delle barriere espressive che ci imprigionano perché non riusciamo più a capire chi siamo. E se i blogs e la rete web serviranno a fare questo, con tutte le contraddizioni che possono portare con sé, ben vengano. Il dibattito è aperto a tutti coloro che vorranno esprimersi in merito nei commenti qui sotto.


Federica Nightingale

2 commenti:

Zima ha detto...

Ho letto con molta attenzione il suo post, con il quale mi trovo in gran parte d'accordo. Ricercare la bellezza intorno a noi è un compito sempre più difficile per il poeta che proprio non la trova in questa società arida e fatta di solitudini ammassate. E allora l'unico modo che abbiamo è quello di rivalutarci, ricordando sempre che ognuno, nel suo piccolo, è fonte di bellezza, frutto di una madre generatrice, legato indissolubilmente ad essa e a tutti gli altri da fili invisibili, connessioni, come radici. Forse questo è uno dei modi per sconfiggere l'alienazione attuale dell'essere umano, e per questo anche io ritengo che il cercare le proprie radici, lo scavarsi intimamente, la ricerca spirituale sia uno dei modi per ritrovare ed esprimere la bellezza e, partendo dal particolare, arrivare all'universale.
Come lei giustamente dice, bisognerebbe raggrupparsi, creare correnti più facilmente individuabili e dare la possibilità a tutti di rintracciarle.
E' così evidente la massificazione letteraria del web, che mi appare quasi sconfortante. E' difficile per un neofita aggirarsi sul web e comprendere quale sia la poesia contemporanea, verso quali lidi si diriga, in pratica cosa sia cultura e cosa invece sfogo personale. Un neofita si avvicina a ciò che riesce a comprendere, ad una poesia usa e getta di immediata comprensione e impatto, come la pubblicità, insomma, e nei vari blog e siti internet ne trova a quintali. Io stessa ho trovato molte difficoltà nella ricerca di blog letterari seri, che mi aprissero a quella che oggi reputo la Poesia. E' stato solo attraverso la guida di altri amici che sono riuscita ad orientarmi meglio e a trovare piccole oasi che mi ampliassero gli orizzonti. Oasi in cui mi fermo a leggere spesso, senza il coraggio di intervenire o di farmi conoscere. Se ho portato la mia esperienza è perchè ritengo di essere una dei tanti naufraghi del web in cerca di identità e che bisognerebbe fare di più perchè la cultura vera emerga e si riconosca immediatamente, rispetto al resto.

Grazie della riflessione che mi ha offerto e che, se posso, vorrei riportare nel forum [url=http://versinvena.freeforumzone.leonardo.it]Versinvena[/url] dove è in corso una discussione simile.

Roberta

Federica Nightingale ha detto...

Grazie del suo gradito intervento. Certo, non è semplice affrontare un argomento che porta con sè così tanti risvolti di pensiero intrinsechi e capisco perfettamente lo smarrimento di chi nel cercare la Poesia finisca con il naufragare spesso in luoghi in cui la Poesia,quella vera, non è mai entrata. Chi ama la Poesia, e ne vuole ricercare i migliori frutti, ha però la possibilità di cercarla con ostinazione.Così facendo prima o poi credo si riesca ad approdare ad un porto, se non sicuro,molto più gratificante. Manca una voce poetica forte e coesa in Italia, una forza contemporanea che possa fornire linee guida di base a tutti coloro che si avvicinano, o hanno il desiderio di farlo,alla Poesia.Manca in realtà una cultura poetica a partire dalle famiglie e dalla scuola. Tanto manca, ma chi ama la Poesia si adopera come può per diffonderla e farla amare, conoscere;poi,in questo panorama fatto di frammentazioni e nicchie, sta al singolo individuo adoperarsi affinchè certi canali culturali rientrino nei propri percorsi. E' tutto "fai da te" insomma. Per ora. Forse, con il tempo, si prenderà coscienza della necessità irrinunciabile di formare un'aggregazione solida a cui fare riferimento. Adesso, ciò che si può fare è navigare molto su internet e scovare chicche,piccole zone di cultura alternative,come lei stessa scrive, e andare avanti imperterriti in questa ricerca.Le segnalo comunque,se può interessarle, i siti del mio blogroll,non molti in verità,ma in continuo aggiornamento. Grazie ancora per il suo contributo e mi auguro di leggerla ancora fra le mie pagine. Non si deve mai temere di esprimersi,neanche laddove appare che una voce "estranea" possa non essere ascoltata o snobbata. La Poesia Italiana è un pò snob,ma pazienza.Ci vuole coraggio. Un caro saluto

Federica Nightingale

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