Traducendo Einsamkeit

STANZE DEL NORD

SCORRONO LE COSE CONTROVENTO di FEDERICA GALETTO

ODE FROM A NIGHTINGALE - ENGLISH POEMS

A LULLABYE ON MY SHOULDER di Federica Nightingale

EMILY DICKINSON

mercoledì 17 febbraio 2010

GABRIELLA GAROFALO

Foto di Marco Meda ©



29/06/’07


a dl


Apocalisse di sbieco batte l’anima-

insetti mantidi libellule

lasciate perdere natura

e tu lascia che invadano

insetti mantidi libellule

che sentano la fame nelle piante,

nel soffio di cicala estate, morso che infetta-

comunque rassicurati,

anche l’azzurra polvere di nubi

ha forma ed eleganza di tua fame,

seme che sai di marcio fin dalla prima nascita.



*******


13/08/’07


ad A.


Dove s’incontrano

alte falesie di luce

i contorni di un’ombra erosa

in tranquille zone residenziali,

anima,muovi con attenzione guardinga

di un debitore insolvente,

pensi l’agguato prevedila corsa il corpo a corpo la ferita

e non avverti come sono stanchi

l’erba il cielo-

che spreco tutto quel verde,

stelle gettate senza esito

a te,troppo apprensiva per captare.



*******


19/08/’07


a S.P.


Forse un padre inesistente,forse madre,

forse un cielo inverso ti gettarono

a stanze in disordine a distesa-

la vita,ti sibilano accanto-

ma gelo e fuoco tu rispondi,

anima della tua parola:

gelo non assidera neanche

dita di una mano,

non arde fuoco neanche

disperse foglie:

né leva gelo né leva fuoco

scacciare la visita importuna,

estate dove tutto ferma,

persino amori di luna adolescente,

il muovere di un sole che nasconde.




*******


13/09/’07


a Michael


In pratica non c’entra nulla,

ma così si struttura-

brusio tra i rumori,il violoncello

tra gli ansimi di un respiro affannato,ritmi-

tranquilla,non si muovono calendari,

ma l’uso malaccorto del sestante-

è corpo il sestante corpo-

ti provoca la stessa fine dell’aria:

ha trattato il cielo

con invadenza non richiesta,

peggio di un’antenna.



*******


25/11/’07


a C.


Non luce,ma verde che divori,

fogliame che dovrà bastare,

deluderti paura se smentisce chiome fulve

molto più acceso il fuoco:

così,per abbandono subito smentito

schivano mani,negano il fuoco

mani di una donna-

e tu gridalo l’augurio,la speranza

che brucino nel fuoco impotente:

non avverti rimorso, penetra di sguardi

luce se slarga colorata,impeto di pioggia-

anima non azzardarti,resta in casa,

non vuol saperne seme,ingombra,

cade il bagaglio l’amico del tuo grembo:

sei solo una stazione di arrivo

e tutto sommato non ti maltratta.




Gabriella Garofalo ©



Biografia:


Gabriella Garofalo, nata a Foggia nel 1956, vive a Milano. Presente in numerose riviste ed antologie, ha pubblicato tre raccolte di versi: Lo sguardo di Orfeo (Cesati editore, Firenze 1989), L'inverno di vetro (Edizioni dell'Arco, Milano 1995), Di altre stelle polari (Stampa spa, Brunello (Va) 2003).



1 commento:

Federica Nightingale ha detto...

Gabriella Garofalo ha una voce sincopata, scrive pensando senza sosta e quasi si "inciampa" tanta è la foga di dire. Non è questo un difetto ma una originale caratteristica che rende i suoi versi facilmente accolti dal lettore,compresi nell'immediato,usando parole semplici ed efficaci per sottolineare il pathos.
"anima non azzardarti,resta in casa,
non vuol saperne seme,ingombra,
cade il bagaglio l’amico del tuo grembo:
sei solo una stazione di arrivo
e tutto sommato non ti maltratta".

Un'autrice interessante su cui soffermarsi.

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